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LA SINEDDOCHE NEL GLOSSARIO DI POLISEMANTICA



La sineddoche (dal greco «συνεκδοχή» attraverso il latino «synecdŏche», in italiano «ricevere insieme») una figura retorica che consiste nell'uso, in senso figurato, di una parola al posto di un'altra mediante l'ampliamento o la restrizione del senso.

In pratica si usa figuratamente una parola di significato più ampio o meno ampio di quella propria: per es. una parte per il tutto ( prora per nave ), il contenente per il contenuto ( bere un bicchiere ), la materia per l'oggetto fatto ( ferro per spada ).

Abbiamo numerosi esempi di sineddoche in pittura, cinema, letteratura e pubblicità.

La corazzata Potëmkin 

Nel cinema è celebre l'esempio della corazzata di Ejzenstejn in cui l’ufficiale medico che col pince-nez esamina la carne e sentenzia, in malafede, che marcia non è, lo sapremo morto quando rivedremo i suoi occhialini penzolare insieme ai vermi da un quarto di bue infetto.

Non vediamo l'ufficiale morto, ma solo una parte di lui, una parte per il tutto, i suoi occhiali per l'intera persona.

Il mouse per il computer, una parte per il tutto

In pubblicità potrebbe essere l'immagine di un mouse, che rappresenta l'intero computer e simbolicamente e per allegoria un corso informatico.

La mano dalla nuvola, sineddoche di Dio

In arte abbiamo La costruzione dell’arca, di Jacopo Torriti dipinto sulla parete settentrionale della Basilica superiore di San Francesco ad Assisi. Si tratta della scena di Noè e l’arca: il suggerimento di costruire un’arca per sopravvivere al diluvio è dato dalla mano divina che uscendo da una nuvola ispira il patriarca. La mano rappresenta Dio attraverso una sineddoche.


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In letteratura gli esempi abbondano. Utilizzeremo anche noi una sineddoche per parlarne, elencando per tutti, solo i seguenti:

Ugo Foscolo


"…E se da lunge i miei tetti saluto…"
(U. Foscolo, In morte del fratello Giovanni, v.8) - tetti sta per case: la parte per il tutto.


Eugenio Montale

"…le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue…"
(E. Montale, Ho sceso dandoti il braccio.., Xenia I, vv.11/12) - pupille sta per occhi: il particolare per il generale.

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