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KIKI, CONSEGNE A DOMICILIO E L'ANTITESI-SIMILITUDINE DEL PRIMA E DEL DOPO


Kiki, Consegne a domicilio è un film d'animazione giapponese del 1989 diretto da Hayao Miyazaki e prodotto dallo Studio Ghibli.

Kiki è una giovane strega che come da tradizione, compiuti i 13 anni parte da casa sulla sua scopa in compagnia soltanto di Jiji, il suo gatto nero, per l'anno di noviziato da svolgere in un'altra città. Tutto prosegue bene fino a quando  la capacità di volare che Kiki possedeva fin da bambina, sembra svanita. La ragazzina si dispera e solo quando il suo amico è in pericolo  Kiki riesce a superare il blocco psicologico che non le permetteva più di volare e a cavallo di uno spazzolone vola a salvarlo.

La storia è allegoria del passaggio di maturazione che trasforma le proprie attitudini e il proprio talento  infantile nell'attività da svolgere da adulti.

La capacità di volare è metafora della fantasia che da piccoli permette di fare cose impossibili 
La metafora (dal greco metaphéro, «io trasporto») è  una figura retorica che implica un trasferimento di significato. Si ha quando, al termine che normalmente occuperebbe il posto nella frase, se ne sostituisce un altro la cui "essenza" o funzione va a sovrapporsi a quella del termine originario creando, così, immagini di forte carica espressiva. E' una icona trasformata in figura retorica.

La capacità di volare è quindi metafora dello spirito leggero che si ha da piccoli che permette, con la fantasia, di volare sulle difficoltà e fare cose impossibili che, con la crescita, può venire appesantito dalle preoccupazioni lavorative e dalle incombenze quotidiane, impedendo alla "magia" che è dentro ognuno di noi, di venire fuori.

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Secondo il semiologo Greimas quasi ogni testo è organizzato in forma narrativa e lo schema interpretativo applicabile a tutte le forme di narrazione è il modello attanziale. Il modello attanziale è un modello paradigmatico fondato sulle relazioni di opposizione esistenti fra sei fondamentali attanti o ruoli narrativi che sono: soggetto (colui che compie l’azione);   oggetto (che è la meta dell’azione); aiutante (che aiuta il soggetto); opponente (che ostacola il soggetto);destinante (che è il mandante del soggetto all’inizio della narrazione);destinatario (a cui viene affidato alla fine l'oggetto o attante finale della comunicazione).

Il modello attanziale presente è

Soggetto: Kiki
Oggetto: superare l'anno di noviziato, diventare grande, una vera strega indipendente
Opponente: le difficoltà, le preoccupazioni, la perdita della capacità di volare, lo sconforto
Aiutante: la pittrice Ursula, la fornaia Osono, il suo amico Tombo
Destinante: la tradizione del noviziato
Destinatario: Kiki, che si emancipa e diventa ciò che vuole essere

Kiki con l'amico Tombo che non sta a terra
Il quadrato semiotico più evidente è:

Volare - Kiki con la sua scopa
Stare a terra - La signora Osono, Ursula
Non volare - Il gatto Jiji che pur andando sulla scopa con lei preferisce la vita sulla terra, dove incontra una bella gattina bianca
Non stare a terra - Il suo amico Tombo che ama il volo e si ingegna di librarsi nel cielo in ogni modo (la bici volante, il dirigibile)

Il gatto Jiji a un certo punto preferisce non volare
Il quadrato semiotico mette in relazione coppie di concetti presenti nel testo visivo, opposti e complementari e serve a dare al testo maggior dinamismo, facendolo percepire come più accattivante dallo spettatore.

Kiki incarna l'archetipo del mago, dell'innocente, del viandante. Diventa l'archetipo dell'orfano quando perde la capacità di volare.

Ultima osservazione riguarda la dinamica di antitesi/similitudine fra Ursula e Kiki. In realtà tale dicotomia rappresenta metaforicamente il prima e il dopo di Kiki stessa. Le due sono un'unica persona, prima e dopo, bambina e adulta.

Ursula e Kiki sono il prima e il dopo per antitesi e similitudine
Dolce, delicata e impaurita la prima, forte, spavalda, un po' sfrontata la seconda. Una ancora nel mondo della fantasia, l'altra che ormai l'ha abbandonato ma che riesce ancora, con l'arte, a tornare nel paradiso perduto da quanti salutano l'infanzia per addentrarsi in un nuovo universo, meno magico ma comunque sempre ricco di emozioni.

Nel video l'analisi del capolavoro curata da Cinzia Ligas

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