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MILANO E I SUOI CORTILI VISTI DA UN INSOLITO PUNTO DI OSSERVAZIONE


Ci sono tre punti di osservazione principali:

Normale
l’obiettivo è posto di fronte al personaggio più o meno alla sua stessa altezza, la ripresa è denotativa, vuole solo rappresentare la realtà, ma
può essere resa connotativa, più emotiva, se il personaggio guarda in “camera”, cioè verso lo spettatore.

Più connotative sono invece le seguenti riprese che intendono sottolineare una particolare condizione psicologica del soggetto, quanto evidenziarne la potenza o l’inferiorità :

Con asse ottico inclinato verso il basso
schiaccia i personaggi sminuendone l’importanza o connotandone la passività, l’inferiorità o la sensazione di essere “schiacciati” dalla realtà circostante;

Con asse ottico inclinato verso l’alto
ingrandisce i personaggi, attribuisce loro superiorità e potenza, intende dare allo spettatore una sensazione di inferiorità oppure offrire la percezione di profondità o di altezza vertiginosa.

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Quando l'asse ottico inclinato verso l'alto diventa perpendicolare al piano su cui poggia l'osservatore ecco che le sensazioni e le percezioni di profondità e altezza diventano estreme, generando "insolite visioni".

E' questo il caso dell'interessantissima serie di scatti di Valerio Zanicotti riguardante le corti milanesi.

http://www.juzaphoto.com/me.php?l=it&pg=110825

Queste immagini hanno la caratteristica di ridefinire la nostra percezione spazio temporale, scomponendo e  ricomponendo l'alto e il basso, il fuoco prospettico e molti altri fattori.


Un ottimo esempio per scombinare le certezze "visuali" e ricreare una realtà insolita e affascinante.

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